Categoria: Materiali
Data: 22/12/2023

UN NOIR È UN EDIFICIO NARRATIVO

...DEVE STARE IN PIEDI



  • Come iniziare a costruirlo?

Fin dall’inizio dobbiamo avere ben presenti scenari e personaggi:
Dove e quando si svolgono i fatti?

Chi è la vittima? (A volte sono più di una.)

Chi è il criminale? (O i criminali?)

Che tipo di crimine viene commesso?

Il delitto è messo in atto per un impulso improvviso, oppure è stato pianificato con cura?

Si tratta di un fatto recente, o viene scoperto un crimine commesso nel passato?

Siamo di fronte a delitti seriali?
Perché viene commesso il crimine (o la serie di crimini)? Qual è il movente?

(A questa domanda chiave dovrà rispondere l’indagine: è bene che l’autore conosca la risposta, ma non deve rivelarla subito. Analogamente, il collegamento vittima – criminale non deve essere intuibile fin dall’inizio.)
Chi indaga sui fatti?

Un rappresentante delle forze dell’ordine? Un magistrato? Oppure un normale cittadino che, mosso dalle circostanze, si trova a svolgere un ruolo di investigatore?



  • Come costruire la struttura di un noir?

Se ho le risposte alle domande precedenti, conosco già la soluzione dell’enigma, cioè il punto d’arrivo della storia, che sarà opportuno tenere nascosto il più a lungo possibile, disseminando indizi utili o, magari, fuorvianti. Il lavoro mentale necessario per costruire la struttura narrativa deve procedere a ritroso. Per farlo mi pongo altre domande:

C’è un morto? Chi lo scopre? Dove e quando?

Spesso è così che la storia prende avvio, ma non è obbligatorio. Un omicidio può essere scoperto a distanza di tempo o verificarsi più tardi. All’inizio ci possono essere altri fatti criminosi (o comunque misteriosi e inquietanti) su cui qualcuno incomincia a indagare.

Quali tracce può aver lasciato il criminale? Dipende dalla sua personalità e dal crimine commesso. Ci possono essere tracce materiali, trovate sulla scena del crimine, e altre più sottili e indirette: a volte sono semplici indizi, non costituiscono prove.

Chi sono le persone coinvolte nella vicenda?
L’investigatore indaga sull’ambiente dov’è maturato il crimine. In questa fase incomincia a intuire qualcosa, o quanto meno a escludere alcune possibilità (le più ovvie, che fanno comodo ai superiori, impazienti di chiudere il caso, o che rispondono a precisi interessi).

A volte il suo modo di agire viene criticato, ma lo porta quasi sempre a scoprire la verità.

Chi collabora con l’investigatore aiutando le indagini?

La letteratura giallo-noir ha messo in campo svariati collaboratori e consulenti, istituzionali o meno: prostitute, collaboratrici domestiche, barboni, insegnanti, giornalisti, baristi, sensitivi… Queste persone, informate a vario titolo sui fatti, possono avere un innato talento per l’investigazione, cogliere preziosi dettagli e suggerire nuovi punti di vista.

Quali possono essere le false piste?

Non sempre un indizio porta sulla giusta strada. Può essere una coincidenza, oppure un diversivo, creato a bella posta per distogliere l’attenzione dalla verità.

Anche un bravo inquirente, per un certo periodo, può brancolare nel buio.

Che cosa, a un certo punto, permette di dare una svolta all’indagine?

Un fatto, una parola, un dettaglio apparentemente irrilevante possono suscitare la giusta intuizione, in base alla quale l’investigatore saprà come muoversi.

A questo punto, è possibile il colpo di scena, che rivela l’inatteso, scardinando precedenti ipotesi (anche da parte del lettore). Un buon colpo di scena non si limita a stupire, innesca una serie di eventi, cambiando il corso della storia e la vita dei personaggi.

Che tipo di finale vogliamo per la nostra storia?

Mentre il giallo richiede il pieno scioglimento dell’enigma e la punizione dei colpevoli, nel noir sono possibili varie conclusioni.

A volte il criminale confessa, scagionando altri indiziati, ma non sempre viene assicurato alla giustizia: ad esempio, può uccidersi o riuscire a fuggire.

A volte s’intuisce che, dietro all’esecuzione materiale di un delitto, ci sono altre responsabilità, più gravi e sfuggenti.

La trama può chiudersi in sospensione, lasciando immaginare futuri sviluppi: ciò può avvenire in particolare alla fine di un libro che prevede una serializzazione.

Nel noir, molto spesso, il male non è completamente sconfitto. Anzi, non è sempre facile stabilire un confine netto tra bene e male, tra buoni e cattivi. Il criminale può avere tratti di umanità e ragioni che spiegano (anche se non giustificano) il suo modo di agire.

Il male vero è nascosto, tenace e difficile da dimostrare. A volte ha una veste seducente.



  • Chi racconta la storia?

    Solo quando abbiamo ben chiara la storia e i suoi protagonisti, possiamo decidere chi la racconta: qual è la voce narrante più efficace.

    Prima o terza persona? Punto di vista esterno o interno? Sempre lo stesso oppure no?

    Più siamo ‘dentro’ alla storia, più riusciamo a ‘sentire’ come vorremmo raccontarla.

    ​​​​​​​Non c’è fretta, possiamo fare diverse prove…