IL FARO
La cabina si presentava davvero male: una parete era letteralmente scomparsa, strappata dall'onda più feroce di quell'ultimo inverno, qualche mio strumento di lavoro era rimasto intatto perchè incastrato per bene tra le assi, ma le cornici erano franate sul pavimento, alcune si erano aperte in quattro segmenti, erano precipitate sugli scogli e poi trascinate dalla corrente, una, la più...
DETTO IN PAROLE POVERE...
Stanotte sto patendo le pene dell’inferno e non riesco a spiegarmene la ragione. Certo ho mangiato a quattro palmenti ma era una bagna caoda da resuscitare i morti, mica potevo tenermi a stecchetto, ho preferito mangiare a crepapelle come faccio sempre quando sono invitato da Caterina, cuoca sopraffina. E potevo trascurare il vino di Arturo, che ha una cantina più fornita di quella del...
L’AMICIZIA È BASTARDA
Ho un amico che non sopporta gli stranieri e quando, per lavoro, va in altri paesi, non può sopportare neanche se stesso ed evita di guardarsi allo specchio mentre si fa la barba ma, aborrendo il rasoio elettrico, utilizza quello manuale tagliuzzandosi spesso. Dopo i primi giorni è talmente sfregiato che deve lasciarsi crescere la barba. Quando rientra in Padania la moglie, che lo aspetta...
QUELLA MATTINA...
Quella mattina mi svegliai con uno strano senso di pesantezza alle gambe. Avevo iniziato un corso di ginnastica il giorno prima e pensai che fosse la giusta conseguenza. Guardai la sveglia, accidenti era tardi, mi dovevo sbrigare. Gettai le coperte da un lato e misi giù le gambe dal letto… le gambe? Ma dov’erano finite le gambe? O mio Dio, al loro posto avevo una lucente coda di...
UN RACCONTO DI LOCUZIONI E FRASI FATTE
Ai tempi che Berta filava, le persone non aspettavano la manna dal cielo, la vita era dura e sapevano di dover mangiar questa minestra o saltar dalla finestra. Alcuni però facevano orecchie da mercante e dormivano sugli allori. Altri, nati con la camicia, alla prospettiva di un lavoro, gettavano la spugna e diventavano pietre dello scandalo.
Per queste categorie, per fortuna, arrivò...
SE LE PARETI HANNO ORECCHIE...
Era un pomeriggio di maggio e si era messo a piovere all'improvviso. Valeria era per strada a piedi e si stava recando dal dentista, quando cominciò a scrosciare. Valeria era una ragazza di ventidue anni, di bell'aspetto, con una massa di capelli neri e ricci, sempre allegra e di carattere aperto e socievole. Aveva un piccolo difetto fisico, ma non se ne curava. C'è di peggio, pensava,...
AUTORITRATTO SCHIFOSO
Sarebbe bello invecchiare come un albero che conserva il suo portamento, le sue nobili forme, persino il suo profumo, fin quando la linfa non scorre più nel suo corpo di legno.
Il mio albero, invece, non ha più la sua sagoma snella, anzi, non ha quasi più sagoma. S’è fatto così storto che pare vissuto sotto il maestrale. Sul davanti è gibboso in più punti, alle radici è...
AUTORITRATTO SCHIFOSO
Sarebbe bello invecchiare come un albero che conserva il suo portamento, le sue nobili forme, persino il suo profumo, fin quando la linfa non scorre più nel suo corpo di legno.
Il mio albero, invece, non ha più la sua sagoma snella, anzi, non ha quasi più sagoma. S’è fatto così storto che pare vissuto sotto il maestrale. Sul davanti è gibboso in più punti, alle radici è...
UNA MEZZA VITTORIA
Esercizio: cose schifose
Da giovane, con la nascita dei miei figli e dovendoli accudire da piccoli, imparai, mettendo da parte una certa ripugnanza, a lavare culetti, a raccogliere cacca, asciugare nasini gocciolanti di moccio verdastro e a pulire vomito sparso per casa e nei letti. Divenne, con il tempo, un gesto d'amore. Com’erano felici una volta puliti e come si rideva...
SENZA TITOLO
“È inutile pulire una casa in campagna!” Mia nonna esordiva così quando, con abiti adeguati, le cose più brutte che avevamo nell’armadio, andavamo a trovare lei e i miei zii.
Sorrideva felice e ci pregava di accomodarci nella cucina buia e puzzolente. Cercavamo nell’oscurità di individuare il divano da cui fuoriuscivano le molle e cercavamo di accomodarci spostando un...
IL VERO SCHIFO
Cosa ti fa pensare che qualche cosa di me possa farmi schifo? Io sono Io, con i miei chili di troppo, le mie smagliature, sulle gambe i vicoli di capillari violetti in aumento, i peli nuovi, ispidi e bianchi, a lato del mento e della bocca portati dal cambiamento ormonale, mentre quelli originali, sulle gambe e alle ascelle, più sottili, li ho persi con l'avanzare dell'età. Un po' li...
ELENCO DI PAROLE
Addirittura un racconto. Come faccio a scrivere un racconto con questo elenco di parole?
Adesso ci penso.
Allora, potrebbe essere un racconto epico o storico. Niente! Non mi viene in mente niente!
Almeno due righe riuscirò a scriverle.
Anche una poesia potrebbe andare bene.
Certo! Una poesia sarebbe più facile.
Chissà se Leopardi si faceva...
FRAGILE VALERIA
(Testo a tre mani)
ROSSANA
Mi preparai in fretta, ero in ritardo all’appuntamento con Valeria. Tralasciai di truccarmi, ben sapendo che la mia amica non avrebbe risparmiato le critiche, misi il guinzaglio a Bobby e aprii la porta.
TERESA
Ma, fatti pochi passi, vidi Valeria venirmi incontro, scarmigliata e senza...
Concludere una storia
“Scusi, una cortesia …”
L’uomo, in strada, ha un’età e un aspetto rassicuranti, ma Beatrice, pensionata che vive da sola, sa che è meglio diffidare.
“Dica …”
“Non c’è campo ed è quasi scarico, posso telefonare? Devo avvisare l’orchestra!”
“Venga su.” La donna mette la catena e apre uno spiraglio della porta. Lui arriva col...
Breve storia di tre autori
1 - Dopo tante discussioni fatte negli anni precedenti, finalmente Gigi e i suoi tre fratelli decisero di intraprendere il viaggio che li avrebbe portati per qualche giorno nel loro paese natio.
Organizzarono tutto nei minimi particolari, dall’orario di partenza alla collocazione dei passeggeri nell’auto, fino alla quantità di panini e di termos di caffè necessari per...
IN EQUILIBRIO TRA DUE CULTURE
Vedo mia madre dispiaciuta, quando mi comunica che di lì a poche settimane ci sarà il matrimonio di mia cugina Francesca. Provo il solito senso di colpa, quello che le mie amiche del nord non riuscirebbero a capire. Se sei meridionale, ma come me vivi in Piemonte da quando eri bambina, è difficile spiegare che certe cose fanno parte del nostro DNA e non si possono cancellare.
FRENATA INTEMPESTIVA
Gianna aveva accompagnato Federico al nido, Giulia alla scuola elementare e, trafelata come ogni giorno, si dirigeva in centro città dove aveva sede il suo ufficio. Quel giorno non riusciva a trovare parcheggio e, inveendo contro tutti quelli che erano riusciti a posteggiare, si allontanò. (Elisa Gallina)
Ma, manovrando nervosamente in retromarcia per uscire dal parcheggio, non si...
UNA SFUMATURA DI NOIR
Testo originale
La frenata della mini attirò l’attenzione del pensionato che prendeva il fresco sul balcone della villetta.
“Scusi, dovrei fare una telefonata “disse la ragazza, appena scesa dall’auto.
“Perché?”
“Ho il cellulare scarico e la macchina che non va. Dovrei avvisare:”
“Venga.”
Mentre la...
UNA RAGAZZA E IL CANTASTORIE
La ragazza camminava veloce, sembrava quasi non toccare terra tra un passo e l'altro. Guardava fisso davanti a sé, respirando in modo rumoroso, come se ogni volta volesse ingoiare più aria possibile.
Abbandonò il suo percorso rettilineo, senza una meta precisa, per seguire una musica lontana. Era il suono di una chitarra, che usciva da una finestra aperta.
Arrivata là, si...
LABORATORIO IN NOIR
Testo assegnato
Un passo stanco: Angela ha fatto la notte in ospedale.
A un metro da lei, un'auto sbanda e travolge un gatto.
-Bastardo!-grida la donna. Si china a toccarlo, è ancora vivo.
-Hai visto ? Chiama la croce blu!-dice a un ragazzo che fuma, con i gomiti sul davanzale.
-Fallo tu.
-Ho il cellulare scarico.



